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Come avere un efficiente flusso di lavoro con un software di BIM Authoring

Articolo pubblicato da GRAPHISOFT Italia il 23 novembre 2020

Soprattutto in Italia, il settore edilizio comprende moltissime figure professionali, differenti in ruoli e competenze che sono complementari fra loro. Tutti però hanno una cosa in comune: hanno scelto la loro professione per la libertà di pensare fuori dagli schemi, di esplorare le decisioni di progettazione e di rinnovarsi costantemente.

Con l’avvento della progettazione integrata a discapito del metodo di progettazione più tradizionale, non c'è più un’unica figura di riferimento, ma si dovrebbe lavorare in sinergia intorno al progetto. Questo passaggio dal 2D al BIM ha creato alcuni problemi: prima si è dovuto capire di cosa si trattava e perché poteva essere utile utilizzarlo; poi si è dovuto lavorare sul passaggio di metodologia dal CAD al BIM; e per finire bisogna anche imparare a padroneggiare il flusso di lavoro.

Non risulta quindi strano che in molti si siano sentiti intrappolati in una metodologia che li incatenava anziché affiancarli e aiutarli. Per non parlare di quello che ha comportato in azienda: costanti aggiornamenti hardware, nuove figure professionali (come i BIM manager) da implementare nello studio, costi di licenza sempre maggiori, crescenti complessità e molta formazione - perché sì, anche passare al BIM ha un costo.

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A che punto è l’implementazione del BIM negli studi italiani

La domanda se l’è posta anche ASSOBIM, un’associazione che nasce con lo scopo di dare rappresentatività alla filiera “tecnologica” del BIM, di cui GRAPHISOFT Italia è tra i soci fondatori. Nel 2019 ha infatti realizzato un report totalmente italiano sul BIM, a cui hanno partecipato operatori del settore compresi studi di progettazione, società di ingegneria, imprese di costruzione e manutenzione, committenza pubblica e privata e produttori di materiali e componenti.

Dai dati raccolti dal report, se è vero che oltre metà del campione conosce e utilizza la metodologia BIM, un altro 40% lo conosce ma non lo utilizza, o ne fa solo un uso parziale. Una percentuale simile, pensa di avere delle lacune riguardo al flusso di lavoro e non si sentono ancora sicuri nell’utilizzo.

Questi dati dimostrano quella che è la sensazione collettiva: gli attuali flussi di lavoro BIM non mantengono sempre la promessa di efficienza che prospettavano e i professionisti sono spesso costretti a seguire un flusso di lavoro inframmezzato dall’uso di diversi software: uno per la progettazione, uno per la visualizzazione, uno per la parte strutturale, e così via.

 

Come si ottiene un flusso di lavoro BIM efficiente

Innanzitutto, bisogna capire perché si deve lavorare in BIM. Il motivo è molto semplice, ed è il fatturato: tutta la promessa del BIM è inutile se si stanno perdendo soldi (come dicevamo in questo articolo, la M di BIM sta per Money).

Quando si sfrutta la potenza del BIM e si gioca con le variabili di tempo, costo, qualità e portata, vengono creati diversi modelli di attività commerciale. Per riuscire a sfruttarlo, bisogna far sì che il BIM sia più veloce ed efficiente dei vecchi metodi, e quindi lavorare in modalità che si avvantaggino dei punti di forza del BIM. Insomma, è necessario lavorare con mentalità BIM, cambiando il metodo di lavoro che si utilizzava con il CAD.

Un vero flusso di lavoro BIM migliora i processi di progettazione, coordinamento, documentazione, stima dei costi, costruzione e manutenzione. Con uno strumento BIM di facile utilizzo, si può utilizzare lo stesso software per tutto il ciclo di vita dell’edificio: dall’iniziale progettazione concettuale alla demolizione.

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Cosa ti offre il giusto software BIM

  • Strumenti pensati per i flussi di progettazione e collaborazione che servano ai loro scopi dal primo schizzo per tutto il ciclo di vita dell'edificio;
  • Un modello condiviso da tutti i professionisti che lavorando al progetto tramite un flusso BIM di progettazione integrata: questo permette flussi di lavoro senza interruzioni, trasparenza e fiducia tra tutti i membri del team, e un modello sempre aggiornato;
  • Puoi realizzare il modello in un ambiente BIM, in cui le forme generano automaticamente i prospetti, le sezioni e persino le liste di computo. E poiché i dati vengono memorizzati nel modello BIM, qualsiasi modifica all’edificio sarà immediatamente replicata in ogni vista (piante, sezioni, prospetti);
  • Nel flusso di progettazione ottieni in un click tutta la documentazione del modello BIM e un coordinamento automatico dei diversi punti di vista, automatizzando e snellendo i compiti più noiosi e sensibili alle sviste umane;
  • Interoperabilità con le altre piattaforme software grazie all’Open BIM, che estende i vantaggi del BIM migliorando l’accessibilità, l’usabilità, la gestione e la sostenibilità dei dati digitali nel settore AEC (se non conosci questa filosofia, leggi l'articolo sull'Open BIM).
Per ottenere tutto questo devi poter contare su una software house con tecnici preparati che possano seguirti nell’implementazione del BIM nel tuo studio e supportarti nelle difficoltà del lavoro di tutti i giorni.

 

Le potenzialità di Archicad

Un grande punto di forza di Archicad si collega proprio alla necessità di pensare in BIM. Infatti, Archicad viene realizzato da progettisti per altri progettisti, e questo rende il suo pensiero BIM estremamente funzionale al flusso di lavoro del progetto. I potenti strumenti integrati e l’interfaccia user-friendly hanno come obiettivo primario rispondere al desiderio di creare grandi design senza compromettere le esigenze pratiche.

La documentazione di progettazione pronta all’uso, la possibilità di pubblicazione con un click, i rendering fotorealistici e le analisi all’avanguardia snelliscono il flusso di lavoro e ti consentono di concentrarti al massimo sulla progettazione.

 


Sei bloccato con software costoso e macchinoso che non senti come un alleato ma, anzi, come un impedimento? Oggi ti offriamo la possibilità di riprendere il controllo:

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Topics: Il Metodo BIM

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