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Vent’anni fa, quando ho iniziato a muovere i primi passi fra i tecnigrafi e i primi software CAD, il nostro mondo era fatto di linee. Linee pesanti, linee leggere, tratteggi. Se c’era un problema in cantiere, ci si riuniva attorno a un tavolo ricoperto di polvere e rotoli di carta, cercando di capire di chi fosse la colpa di quel pilastro fuori asse o di quella tubazione che intersecava una trave.
Oggi, la prospettiva è cambiata. Non si disegnano solo più forme: si devono anche gestire i dati della costruzione. Il successo di un progetto passa dalla sua estetica, ma anche dalla sua gestione. Nel mondo delle costruzioni, una verità rimane immutabile: nessuna azienda può completare un edificio da sola. Siamo immersi in un ecosistema complesso di subappaltatori e fornitori e, per gestire tutti i professionisti coinvolti, bisogna assegnare i compiti con precisione. Qui entra in gioco un concetto che spesso si tralascia nella gestione informativa: la responsabilità contrattuale.

La responsabilità è un dato
Nei progetti tradizionali, i direttori di cantiere sono abituati a distribuire le responsabilità con i propri mezzi, risorse e intuizioni. Funziona, certo, ma solo finché il livello di dettaglio è sufficiente o finché non scoppia una lite furibonda su un elemento non chiaramente assegnato: cose già viste in cantiere e penso di non essere l’unico. Nel 2026, con il BIM possiamo gestire le cose in modo differente.
Dal punto di vista tecnico, la responsabilità può diventare una proprietà definita dall’utente, una stringa di testo che associamo a ogni oggetto del modello. L'obiettivo è poter identificare l’appaltatore responsabile dell'ordine e del montaggio in cantiere di quel determinato elemento.
In Archicad, questo significa mappare correttamente i parametri affinché, una volta esportato il file IFC, ogni attore sappia esattamente cosa gli compete. Degli altri parametri per esportare correttamente in formato IFC, ti ho parlato nell'articolo Un caso di Interoperabilità BIM: gestisci modelli tra software diversi.
Validazione dei dati
Implementare la proprietà "responsabilità" è solo metà dell'opera; l'altra metà, quella che ci permette di dormire sonni tranquilli, è la validazione dei dati.
Non basta assegnare un codice a un oggetto, bisogna assicurarsi che quel codice sia spazialmente e logicamente corretto. Utilizzando ad esempio Solibri a controllo del modello, si possono creare set di regole personalizzate per scovare errori che altrimenti scopriremmo solo quando il fornitore si presenta al piano sbagliato e una serie di improperi sale da sette piani più in basso.
La stessa logica si può implementare anche in Archicad. Ad esempio, si può verificare se gli oggetti all'interno di una specifica Area di Controllo hanno la proprietà corretta. Il processo: si creano dei volumi che rappresentano le zone di cantiere e si istruisce il software a segnalare ogni oggetto che, pur trovandosi fisicamente dentro quel volume, non ne riporta il codice corretto nei suoi dati.
Vanno configurati due componenti: il primo definisce il perimetro di controllo (escludendo tutto ciò che non è il modello delle aree), mentre il secondo filtra gli oggetti da controllare. La maestria qui sta nell'escludere ciò che crea rumore, come arredi o fori, e nell'impostare tolleranze di intersezione per intercettare anche quegli elementi che sfiorano appena il confine dell'area.
Automatizzare questo controllo con regole personalizzate è l'unico modo per garantire che il flusso informativo non si interrompa proprio nel momento cruciale del montaggio in loco.
Contratti più chiari per soluzioni rapide
Perché dovremmo prenderci il disturbo di assegnare una proprietà a ogni singola porta, finestra o condotto? La risposta è semplice: per evitare il "gioco dello scarica barile". Troppo spesso l'interfaccia tra diverse discipline in cantiere diventa terreno di scontro in caso di errori o rilavorazioni. Assegnando la proprietà di responsabilità, la distribuzione dei compiti diventa più chiara per tutti.

Se un oggetto ha un valore come “Impianto elettrico”, è evidente che l'appaltatore incaricato delle opere con proprietà “Impianto Idraulico” non deve né ordinarlo né montarlo. Anche se in generale tendiamo a scindere facilmente questi due impianti e le relative competenze, una volta che si entra nella centrale termica le cose sono un po’ più difficili, richiedendo un più alto grado di attenzione.
Questa implementazione nel modello BIM può aiutare a risolvere a monte dispute che altrimenti richiederebbero ore di riunioni: si apre il modello, si seleziona l'oggetto e si controlla il responsabile assegnato. Ad esempio, nel caso in cui ci sia un dubbio relativo alla fornitura di porte interne e di porte tagliafuoco, la cui rispettiva fornitura è stata destinata a due subappaltatori diversi, puoi risolvere la questione verificando quale sia il codice di appartenenza.
L'impatto in cantiere
Un primo vantaggio della corretta definizione delle responsabilità (intesa in questo senso come “disciplina”) è che migliora l'orientamento spaziale per i lavoratori in loco.
I software BIM permettono di filtrare o evidenziare gli oggetti basandosi su una proprietà specifica, in Archicad è un tipico esempio di uso delle sovrascritture grafiche. In un cantiere, il capo squadra dell’impianto idraulico può isolare sul suo tablet e BIMx solo gli elementi che la sua squadra deve installare in quella specifica zona, eliminando il rumore visivo degli altri impianti, tipicamente all’interno dei vani tecnici in cui coesistono la centrale termica con altri impianti (VMC, domotica e gruppi di accumulo di fotovoltaico ad esempio).
L’altro vantaggio è la possibilità di ottenere le quantità in modo più preciso perché è possibile filtrare solo gli elementi di cui un team è responsabile. Questo velocizza il processo di approvvigionamento e aumenta drasticamente la qualità del modello stesso. Se sei un coordinatore, puoi impostare dei controlli automatici per verificare che, ad esempio, tra gli oggetti di competenza di chi installa la ventilazione non ci siano oggetti classificati come “tubazioni idrauliche” al posto di “condotti di ventilazione”.

Come si implementa?
Non si improvvisa una struttura del genere a metà progetto. Il primo passo è creare una lista di responsabilità contrattuale che segua la logica della Work Breakdown Structure (WBS), in cui vengono elencate tutte le attività di un progetto. Bisogna scomporre l’edificio per discipline e sistemi, dal generale al particolare, finché ogni elemento non sia gestito da un singolo individuo od organizzazione.
La granularità di questa lista è variabile in base alla complessità dell’opera: in un piccolo progetto, un'unica azienda potrebbe gestire tutte le tubazioni. In un grande ospedale, dovremo dividere tra riscaldamento, idrico-sanitario, sprinkler e gas. È fondamentale assegnare a ogni posizione un numero univoco e assicurarsi che la lista copra il 100% degli elementi dell'edificio.
Se nel tuo studio non esistono degli standard da seguire per le classificazioni delle WBS, meglio investire mezz’ora prima di iniziare il progetto per definirle correttamente. Una volta definita la gerarchia, questa deve essere inclusa anche nel BEP (BIM Execution Plan) e tenuta costantemente aggiornata.
Spesso per noi piccoli professionisti vedere un BEP è già tanta roba e nei piccoli lavori basta ricorrere ad una lista di WBS ben codificata che è stata sviluppata nel corso degli anni, magari riprendendo i vecchi computi metrici estimativi per avere una falsa riga da seguire. Fatta la lista, salvala in un semplice file txt tra i tuoi file di modello e mantienila aggiornata nel corso degli anni. Se invece non sai dove partire, prova a chiederlo a un tool di AI: ti accelererà di molto il processo e potrai facilmente declinare la lista fornita per il tuo progetto, affinarla ed implementarla.
Il ruolo del BIM Specialist
Durante il corso BIM Specialist di Graphisoft (info sulle prossime edizioni) ho appreso che il mio compito, oltre alla progettazione, è scrivere correttamente il valore della proprietà per ogni singolo oggetto. Non ci sono scorciatoie: solo dati coerenti e corretti portano a un valore reale. Al contrario, un modello con dati mancanti o errati è probabilmente peggio di un disegno 2D.
È buona prassi inserire nel tuo flusso di lavoro l’uso di controlli automatici per scoprire i valori vuoti, seguendo la traccia che ti ho dato in questo articolo sui property set: nel caso in cui spunti un valore vuoto, invece di usare descrizioni lunghe o nomi di aziende che potrebbero cambiare, potresti marchiare l'anomalia direttamente con il codice identificativo della lavorazione. Questo rende la comunicazione più asciutta, tecnica ed efficace, sia in fase di progettazione che durante la gestione delle problematiche in cantiere.
Bellezza informativa
In sintesi, l'integrazione della proprietà di responsabilità nei progetti BIM:
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Rende la gestione della costruzione un processo efficiente e trasparente;
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Fornisce agli appaltatori una divisione chiara dei compiti, riducendo confusione e controversie;
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Accelera drasticamente le fasi di acquisto e controllo.
Oltre alla bellezza architettonica di un edificio, il nostro occhio tecnico si sta abituando a scoprire la bellezza tecnologica e informativa di un progetto. Implementare queste proprietà richiede disciplina e un cambio di mentalità, ma i risultati in termini di riduzione dei costi e fluidità del cantiere sono impagabili. Non è questione facile - sappiamo bene che i fattori che determinato la possibilità di implementare le migliori pratiche sono svariati - ma, quando ci si riesce, ci si avvicina a un lavoro ben fatto e alla determinazione del suo successo.
