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Applicazioni ingegneristiche di Archicad: Proprietà e GDL

Scritto da Matteo Di Filippo
il 20 dicembre, 2023

Tag: Il BIM con Archicad

Riprendendo dall’articolo sul Template Archicad, vediamo degli esempi di come alcuni strumenti più o meno complessi di Archicad - proprietà basate su espressioni e oggetti GDL personalizzati - ci aiutano automatizzare le attività di computazione e preventivazione.

La domanda da cui sono partito è la seguente: come possiamo introdurre automatizzazioni nei flussi di lavoro interni allo studio per poter beneficiare delle potenzialità di Archicad e della sua possibilità di operare con una pluralità di software specialistici del settore?

Con il template Archicad, naturalmente. Ma cerchiamo di capire meglio, seguendo un caso studio.

"Attraverso la comprensione di alcuni scambi informativi che possano effettivamente estrapolare le informazioni giuste, al momento giusto e per i giusti interlocutori (LOIN, ISO 19650)".

 

Il Processo di modernizzazione di Clou

Clou è un'azienda brianzola che ha scelto di superare gli strumenti CAD a favore di un approccio metodico orientato al BIM. Nella consulenza di implementazione ho avuto modo di sviluppare in Archicad alcuni processi che fossero in grado di intercettare una serie di richieste informative provenienti dai flussi di lavoro aziendali e da esigenze degli altri software utilizzati.

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L’obiettivo era raggiungere una maggiore precisione, automatizzando le dinamiche nelle attività di stima economica e quantificazione del materiale per procedere con maggiore efficacia e affidabilità: a partire dal progetto sviluppato, con gli ordini dell’ufficio acquisti, passando poi alla produzione delle installazioni personalizzate, progettate e realizzate dalla stessa Clou e dai suoi fornitori.

L’impiego degli oggetti BIM è stato fondamentale per sviluppare una libreria BIM di studio con cui rappresentare geometrie e informazioni rilevanti per ciascuna delle controparti digitali rispetto a quanto prodotto realmente dall’azienda, presso il proprio laboratorio - costruendo quindi un ulteriore laboratorio, digitale, in Archicad. L’utilizzo di Library Part Maker è risultato fondamentale per riuscire a produrre in modo semplice e veloce gli oggetti “standard”, ovvero gli elementi a catalogo che l’azienda progetta e produce.

 

Quali informazioni estrapolare?

Dal punto di vista geometrico, non essendo parametrici in termini dimensionali, gli oggetti a catalogo sviluppati con Library Part Maker si prestano alla quantificazione delle unità totali, le quali vengono previste per ogni zona di progetto:

  • Attraverso le proprietà Archicad basate su espressioni, è possibile estrapolare le informazioni riportate in arancio nell’immagine qui sotto. Tutto dipende da una coerenza da mantenere nella nomenclatura degli oggetti stessi, strutturata sulla base di indicazioni di carattere internazionale in merito alle naming convention (NBS);
  • In blu, invece, vengono rappresentati i parametri quantitativi e dimensionali (in millimetri), per verificarne le quantità da collegare ad un software di terze parti, specializzato nella formulazione delle offerte per preventivazione e gestione ordini, sincronizzato ad articolati listini aziendali;
  • Infine, in grigio, il valore economico da abbinare al singolo oggetto Archicad. Questo dato potrebbe essere importato da un database esterno sincronizzato su Excel, in modo da mantenere costantemente aggiornati il modello BIM e i preventivi prodotti... ma su questo c’è ancora da lavorarci.

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Come muoversi per Oggetti Ricorrenti, ma con parametri dimensionali diversi?

La risposta è GDL. Ho avuto modo di divertirmi con la personalizzazione più avanzata di oggetti scritti e personalizzati con il linguaggio più intrinseco e potente di Archicad: il Geometric Description Language.

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I GDL sono la strada - sicuramente più impervia ma, allo stesso tempo, estremamente più gratificante - per raggiungere obiettivi di personalizzazione validi e per riuscire a snellire potenziali processi e applicazioni macchinose altrimenti inevitabili.

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In questo caso, come evidenziato nell’abaco, in base a un parametro rilevante all’interno dei singoli oggetti viene compilata una specifica serie di proprietà che, a sistema e tramite espressioni, compilano in modo automatico i campi in arancio, compresa la quantità:

  • In MQ se l’oggetto rientra nella lista da computare al metro quadro;
  • In ML qualora il codice oggetto rientri nell’elenco degli elementi da computare al metro lineare.

Tramite questo tipo di applicazioni, i progettisti e l’ufficio preventivi e acquisti di Clou sono riusciti a snellire gran parte del flusso documentale del processo, finalizzando progetti più accurati in tempi più brevi.

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Le sfide dell'architetto moderno

Archicad, come tutti sappiamo, è il software degli architetti per gli architetti. Esplorando l'origine della discussione, potremmo intraprendere digressioni su argomenti che, nel contesto del mercato attuale, ritengo siano anche anacronistici. Per meglio spiegare: la condizione del professionista che opera nelle dinamiche dell’industria AEC (Architecture Engineering & Construction) oggi richiede un altissimo grado di specializzazione, a partire dal tema di sostenibilità ambientale, per arrivare alla simulazione dei costi, di prestazioni, organizzazioni cronologiche e gestionali, ecc. In altre parole, bisogna essere interoperabili: avere, cioè, la capacità di comunicare in modo efficace le proprie idee, proposte e considerazioni tecniche agli altri stakeholder o parti interessate.

Su questo orizzonte si affacciano tantissimi software specialistici, alcuni orientati a rispondere a una determinata disciplina, altri a specializzazioni delle stesse. Il tema cruciale rimane il medesimo: interoperabilità e OpenBIM.

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Graphisoft si è sempre spesa per promuovere standard internazionali condivisi, recepiti a livello nazionale dai relativi organi giuridici, per promuovere l’applicazione di metodologie di lavoro aperte per raggiungere una serie di benefici: dalla libertà di ciascun professionista di scegliere il software più affine alle proprie esigenze, senza subire discriminazioni, all’integrità del dato, che viene prodotto, condiviso, validato e archiviato per utilizzi futuri.

Ovviamente uno strumento di lavoro rimane sempre tale e quindi deve essere concepito nei termini di uno strumento. È l’operatore, il professionista che lo utilizza per raggiungere i suoi fini, che determina la maggiore o minore affidabilità dei contenuti geometrici-informativi che un modello BIM contiene e veicola. In questi termini, Archicad si posiziona sul mercato come un software estremamente versatile, da poter essere impiegato su diversi fronti, come abbiamo avuto il piacere di raccontare in una serie di articoli tra generazioni a confronto, e risulta quindi evidente la precisione e la possibilità di estrapolare informazioni e stime calzanti.

Il limite di Archicad, se vogliamo, risiede proprio nella volontà dell'architetto di spingersi oltre la propria zona di comfort, raggiungendo nuove possibili applicazioni e dimostrando che l'architettura, o meglio, un architetto, può essere preciso quanto un ingegnere.

 

 

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