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Innovare l'Architettura Sanitaria: Progetti e Idee di Binini Partners

Scritto da GRAPHISOFT Italia
il 10 febbraio, 2021

Tag: Strutture Pubbliche

L’architettura sanitaria è in continua evoluzione per adeguarsi alle nuove tecnologie e alle diverse esigenze della collettività. Negli ultimi 10 anni, Binini Partners ha realizzato molti progetti per questo settore, concentrandosi in particolare sull’equilibrio fra la tecnica e la funzionalità di edifici che, innanzitutto, devono fornire il miglior servizio possibile a pazienti e lavoratori.

Fra i lavori eseguiti fin qui, spiccano due importanti progetti innovativi: una grande struttura ospedaliera (il CORE di Reggio Emilia) e un ospedale modulare che può assumere diverse funzionalità e rivelarsi molto utile in stati di emergenza come quello dell’attuale pandemia.

 

Lo studio: Binini Partners

Binini Partners nasce nel 1996 a Reggio Emilia, su iniziativa dell’ing. Tiziano Binini. Fin da subito, la filosofia dello studio si è incentrata sulla cultura del progetto, cioè la spinta a realizzare architetture che uniscano le competenze alla bellezza.

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Ogni progetto deve essere visto a 360 gradi – ci dice l’ing. Binini. Dobbiamo puntare a creare un equilibrio fra l’architettura, l’ingegneria, il paesaggio e la cultura. Solo così possiamo ottenere progetti solidi e ben fatti.

Uno dei nostri primi progetti, molto rappresentativo del nostro modo operare, è stata la sistemazione del porto Canale di Cesenatico. Da un lato abbiamo approcciato il tema architettonico con il desiderio di tutelare le emozioni e l’armonia di questo borgo marinaro, fatto di pescatori e case colorate, di reti e vele e trasporti per acqua. Dall’altro abbiamo realizzato un sistema di difesa sulla linea di costa per contrastare l’innalzamento delle acque del mare e dell’interno.

Un progetto si può avvalorare di molti contenuti e di molti sentimenti. Saperli cogliere, rispettare ed evocare significa realizzare dei progetti che abbiano un’anima.

Lo studio Binini Partners conta oggi circa 35 dipendenti. Negli anni ha saputo adottare nel momento giusto le innovazioni tecnologiche, iniziando da subito a lavorare in 3d e, in seguito, implementando il BIM.

 

L’Architettura Sanitaria e il progetto del CORE

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Negli ultimi 10 anni Binini Partners si è distinta nell’architettura per il mondo sanitario, partecipando a diversi lavori a livello internazionale, dalle realizzazioni in Libia nel 2008 a un progetto a Roma con l’Harvard Medical School di Boston. Molti di questi progetti sono stati premiati, soprattutto grazie alle soluzioni innovative sotto il profilo funzionale e organizzativo.

Fra i progetti di maggior rilievo si colloca sicuramente il CORE: Centro Oncologico Ematologico Reggio Emilia. Il CORE nasce dalla necessità di assicurare spazi e servizi adeguati ai pazienti onco-ematologici, ma anche di concentrare ricerca e clinica applicata.

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Ci spiega l’ing. Binini: Lo schema strutturale innovativo ha permesso di riformare radicalmente quello che in termini sanitari viene definito Corpo Quintuplo, evoluzione del Corpo Triplo. Un Corpo Triplo è un edificio largo 11/15m formato da una stanza su una facciata, una sull’altra e un corridoio. Questo fa sì che si creino corridori lunghissimi e poco funzionali. Il Corpo Quintuplo ha due corridoi che servono le fasce esterne, più una quinta fascia interna che regge i servizi.

Finora l’ingegneria sismica, avendo come obiettivo la simmetria, ha ridotto il Corpo Quintuplo a un accoppiamento di due Corpi Tripli, impedendo di sfruttare quella valenza trasversale per dimezzare i percorsi, avvicinare i servizi alle camere, e il personale ai pazienti.

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Il progetto del CORE applica tecnologie già utilizzate in strutture critiche come i ponti per realizzare una forte innovazione strutturale, la quale a sua volta permette un’evoluzione funzionale dell’edificio ospedaliero.

Si ottiene così un nuovo modello di ospedale, con ampie facciate continue e gallerie che regolano la luce a tutti gli spazi abitati, con piante aperte e libere a ogni piano che permettono di organizzare il lavoro del personale in base agli spazi dei pazienti, ai quali sono invece riservati privacy, comfort e umanizzazione.

Progettare ospedali per noi significa fare delle cose buone per le persone, ci dice l’ing. Binini. Credo che tutto il mondo abbia bisogno di migliorare le proprie strutture per fare del bene.

 

Innovazione fra premi e nuovi progetti

La spinta innovativa nell’architettura sanitaria è in continua crescita per Binini Partners. Accanto al CORE è stato realizzato il MIRE (futura Maternità e Infanzia di Reggio Emilia), visibili insieme nella copertina di questo articolo. Entrambi i progetti sono stati premiati: il CORE con il PREMIO CNETO 2015 come “Miglior Ospedale” dell'anno, mentre il MIRE con la Menzione d’Onore al The Plan Award 2018.

Un altro esempio di architettura sanitaria innovativa è l’IRCCS Galeazzi a Milano, che sarà il primo ospedale verticale in Italia e uno dei pochi in Europa, e che nel 2019 ha replicato il successo del CORE vincendo il PREMIO CNETO 2019 come “Miglior Ospedale” dell’anno.

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L’IRCCS Galeazzi a Milano sarà il primo ospedale verticale in Italia

Uno dei progetti più recenti e rivoluzionari è quello dello Speed Hospital, un ospedale modulare adattabile alle più diverse situazioni.

 

Speed Hospital, la nuova frontiera per il mondo sanitario

L’idea alla base di questo progetto è quella di costruire degli oggetti di qualità, spendendo bene i soldi senza sprecare le risorse, ma pensando al futuro delle persone. Le idee e i progetti devono avere un’anima.

Così l’ing. Binini ci racconta lo sviluppo del progetto. Lo Speed Hospital è un progetto modulare pre-assemblato per realizzare terapie intensive, centri di vaccinazione, sale operatorie, e altri servizi specializzati, completi e funzionanti “chiavi in mano” in tempi estremamente ridotti.

L’ospedale modulare ricorre a tecnologie già usate in ambito industriale, ad esempio nel settore oil & gas. Il punto di partenza è il modulo di base di quei container molto performanti che vengono utilizzati nelle centrali tecnologiche in zone desertiche e/o in presenza di gas esplosivi. Questi container possono essere assemblati velocemente in fabbrica, e hanno dimensioni e altezze idonee ad accogliere spazi e tecnologie.

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Grazie alle loro caratteristiche, si può ottenere un ospedale completo che viene smontato, trasferito e rimontato dove c’è necessità senza bisogno di lunghi collaudi. Può andare a coprire emergenze come quella della pandemia odierna (vaccinazione, terapie intensive, ecc.) ma con un investimento a lungo termine, perché si tratta di strutture che possono essere spostate oppure destinate a funzioni nuove – un blocco operatorio, un poliambulatorio – e mantenere una vita utile che non si esaurisce con una prima applicazione sotto emergenza.

 

Come la tecnologia supporta la progettazione

Un aneddoto dell’ing. Binini può aiutarci a inquadrare questo tema.

Il primo progetto importante che ho seguito in direzione lavori è stato un ampliamento dell’ospedale di Carpi. Il progetto consisteva in due cartelline verdi di 7/8cm ciascuna: in una c’era la parte architettonica e strutturale, nell’altra la parte impiantistica. Con 15cm di elaborati fu fatto un appalto che oggi potremmo valorizzare in circa 30/35 milioni di euro.

Oggi, chiaramente, sarebbe impossibile: invece, lavoriamo su migliaia di elaborati che carichiamo su una piattaforma di gestione per trasferirli da un professionista all’altro. Non riusciremmo a gestirli se non con un server molto potente e l’utilizzo di TeamWork per consentire a 80 persone di lavorare contemporaneamente sullo stesso modello.

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È chiaro che il lavoro del progettista oggi è imprescindibile dalla tecnologia. L’aggiornamento e il consolidamento di sistemi tecnologici in studio richiedono di investire il tempo delle persone perché crescano e si formino. Lo studio Binini Partners è convinto che questa sia l’unica strada percorribile per il progettista del futuro e per ogni studio che intende crescere nel proprio lavoro: allenare il proprio talento e cercare di portare sempre elementi positivi, dal punto di vista delle idee e della tecnologia.

Conclude l’ing. Binini: La strumentazione tecnologica non è il fine, ma è un mezzo per continuare a realizzare opere che siano all’altezza delle persone che ci andranno a lavorare, a curarsi, ad abitare.

 

 

 


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