BIM

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Un flusso di lavoro per progettare Interior Design in BIM

Scritto da Roberto Marin
il 7 ottobre, 2021

Tag: Interior Design

Nella progettazione degli ambienti di una casa, che sia nuova o in ristrutturazione, l'arredamento è una parte fondamentale, sia dal punto di vista funzionale che estetico. Infatti, determinate scelte possono far variare anche di molto la percezione di un ambiente. Durante la progettazione, arredamento e ambiente sono due aspetti simbiotici, ancor più legati nei progetti sviluppati in ambito BIM.

Potresti chiederti: software di BIM authoring e arredamento nello stesso progetto? I software di BIM authoring non sono strumenti complessi, poco adatti al settore dell'interior design? In questo articolo vediamo perché, invece, possono rivelarsi un alleato fondamentale.

 

Utilizzare l'arredamento parametrico

Partiamo dal software: in Archicad è presente una libreria parametrica dedicata proprio al settore dell'arredamento. Ci sono elementi di arredo per i classici ambienti di una casa, per ambienti d'ufficio, medici o scolastici.

Già nella versione precedente del software avevamo visto un aggiornamento della libreria di oggetti standard e anche quest'anno, con la nuova versione di Archicad 25, sono stati rinnovati alcuni oggetti (come l'intero set di mobili per la cucina) e inseriti nuovi elementi di arredo e decorazioni contemporanei (divani, appendiabiti, tende, tavoli, sedie, ecc.) portando la libreria standard a oltre 1.300 oggetti parametrici.

Dal punto di vista della progettazione e arredamento, soprattutto nella fase preliminare di concept e del successivo sviluppo, in Archicad c'è un asso nella manica che ti avrà aiutato in più di un'occasione. Parlo della categoria della Libreria "Disposizioni d'arredo", un punto di riferimento nel mio workflow.

arredamento-parametrico

Questo workflow forse non è perfetto o adatto a tutte le esigenze, ma per ora è la strada che funziona meglio per me, e magari può tornare utile ad altri progettisti. Voglio quindi spiegarti come gestisco il momento dell'arredamento nella fase di progettazione.

 

Capire gli spazi a disposizione grazie agli oggetti generici

Dopo aver edificato virtualmente l'ambiente, lo si arreda con oggetti generici, per capire gli spazi che l'arredamento crea e ottimizzarne gli ingombri. Proprio in queste fasi iniziali ricorro all'uso degli oggetti di libreria Disposizioni d'arredo di Archicad.

Chi usa questa categoria di libreria la troverà particolarmente simpatica: si tratta di schemi parametrici di arredamento specifici per ambiente. Ci sono salotti, cucine, tavoli da pranzo e uffici, tutti già organizzati, di cui si può scegliere la disposizione degli arredi del gruppo, solo da configurare e utilizzare. Non si tratta solo di arredi di design, sono arredi funzionali che permettono di avere subito a vista gli ingombri dell'arredamento all'interno dell'ambiente.

Gli arredi della libreria standard di Archicad (sia i singoli arredi che il gruppo di arredi presenti nelle disposizioni d'arredo) hanno una caratteristica che viene in soccorso ai progettisti: gli spazi minimi. Possiamo definirli come area circostante agli elementi d'arredo che deve essere lasciata libera per garantire alle persone il libero passaggio.

Quest'area è configurabile e modificabile nelle dimensioni, nel caso in cui quella proposta non sia adatta alle esigenze del progetto. È possibile visualizzarla agendo nelle Opzioni vista modello all’interno del pannello Impostazioni varie per gli elementi di Libreria, consentendo di vedere direttamente se il posizionamento dei mobili all'interno dell'ambiente sono troppo vicini tra loro o ai muri e porte.

 

Non fermarsi solo alla libreria

La costruzione di un ambiente non finisce con il posizionamento in pianta dell'arredamento: bisogna alzare lo sguardo e dare un'occhiata alle pareti e al soffitto. Oltre agli oggetti di decoro presenti nella libreria d'arredo di Archicad, possono tornarci utili degli elementi che non sono al suo interno ma che posso essere utilizzati anche se non espressamente pensati per l'arredamento.

Ci sono un paio di casi semplici che tornano utili per spiegarti cosa intendo: il primo è il controsoffitto ribassato d'arredo. In questo caso possono aiutarci lo strumento Solaio, opportunamente adattato nelle misure caratteristiche, per creare la parte orizzontale (con forma regolare, poligonale o libera) e lo strumento Muro, per creare le parti orizzontali arretrate che servono per posizionare l'illuminazione. Una volta scelte le forme, si tratta semplicemente di impostare il materiale di superficie adatto.

Il secondo caso è la creazione di una libreria d'arredo: può essere realizzata in cartongesso oppure ricavata all'interno di un muro perimetrale, stratagemma utilizzato anche nascondere un pilastro portante o un cavedio tecnico. Anche qui lo strumento Solaio può essere utilizzato per i ripiani, posizionati a varie altezze, scegliendo lo stesso materiale dei muri in cui sono posizionati.

Si possono ottenere dei mobili custom come quelli mostrati in questo video utilizzando una tecnica mista in cui vengono utilizzati gli elementi della libreria standard di Archicad, oggetti 3D scaricati dal web e lo strumento solaio.

 

Oppure, ci si può lanciare nell'utilizzo dello strumento Forma per modellare le pedate di una scala d'arredo con pianta a "U", magari unendo le pedate delle rampe opposte e raccordandole morbidamente. Se ti solletica l'idea di adattare gli strumenti di Archicad che non sono stati pensati espressamente per operazioni di arredo, ti consiglio di leggere l'articolo dedicato scritto da Luca Manelli.

Infine, rimanendo nell'ambito di usi non convenzionali degli strumenti di Archicad nel mondo dell'arredamento, ti ricordo che si può creare uno schema di montaggio di un arredo con gli elementi che lo compongo in una vista "esplosa", come è possibile vedere (e replicare) in questo video.

 

Comunicare il progetto

Una volta arredati gli ambienti in pianta, nella vista 3D si potrà vedere come funzionano le scelte fatte navigando l'ambiente. Questo aiuta moltissimo nell'ottimizzazione degli spazi e permette di impostare anche le viste più interessanti per i rendering.

Soprattutto nelle fasi iniziali di esplorazione delle soluzioni con il cliente, ho sempre preferito utilizzare delle immagini monocromatiche ottenute attraverso lo Stile 3D Modello bianco con ombre oppure in Clay mode, una sorta di render mono-materiale renderizzato con ombre. È possibile ottenere quest'ultimo mettendo il segno di spunta alla voce Usa Effetto Modello Bianco nella finestra Settaggi fotorendering di Archicad.

La scelta nell'utilizzo di questi particolari stili di visualizzazione è dettata da due motivi fondamentali:
  • Evita che i colori o i materiali che posso scegliere e proporre abbiano l'effetto di distogliere l'attenzione del Cliente dall'idea progettuale;
  • Mi permette di fare proposte molto veloci, perché si tratta di immagini che vengono calcolate in pochissimo tempo.

Da tenere ben presente, nella fase di comunicazione del progetto al cliente, le possibilità offerte a costo zero dal BIMx: il modello BIM arredato viene esportato in un singolo modello navigabile che integra la navigazione dell'edificio in 2D e in 3D.

Basterà chiedere al cliente di scaricare sul dispositivo che preferisce (smartphone o tablet) l'applicazione BIMx e poi inviargli il file BIMx esportato da Archicad. Avere questo tipo di supporto durante le riunioni e usarlo anche direttamente sul posto permette di avere un feedback chiaro e diretto sul progetto e sui passi successivi da percorrere. Nell'articolo Conquistare il cliente: presentazioni emozionali grazie a BIMx ti spieghiamo come dare un tocco in più alle tue presentazioni!

 

Approfondire le scelte di arredo

Quando il cliente e il progettista hanno definito come arredare l'ambiente si può passare ad approfondire le vere e proprie scelte di arredo, di materiali e di colore.

Nel caso di ambienti particolarmente elaborati, questo è il momento che richiede più tempo: in questa fase si scelgono i mobili e gli arredi che effettivamente andranno messi sul posto e si scende di scala per definire meglio i dettagli.

Per facilitare il lavoro, sono d'aiuto gli oggetti BIM messi a disposizione gratuitamente dai siti BIMComponents e BIMObject. Nel caso in cui ci sia bisogno arredi più specifici, si può sperare che la ditta produttrice abbia messo a disposizione il modello 3D sul proprio sito per implementarlo nel modello, meglio se sono modelli BIM.

Tra le varie risorse a cui possiamo ricorrere per arredare un ambiente, si possono utilizzare oggetti 3D non specifici per Archicad: è possibile importare file realizzati con SketchUp, 3DS, Rhino e con Achicad 25 anche nel formato nativo di Revit. Ecco un articolo di Luca Manelli dove puoi trovare un nutrito elenco di siti web da cui trovare oggetti 3D per l'arredo, sia gratuiti che a pagamento.

Nel caso in cui non trovassimo il modello 3D del modello nemmeno nelle ricerche sul web o sul sito del produttore, possiamo modellarlo direttamente con gli strumenti messi a disposizione da Archicad (solaio, muri, pilastri, forma, ecc.), salvarlo come elemento nella libreria personale e utilizzarlo anche in altri progetti d'arredo.

Dal canto mio, non mi sono mai spinto più in là dell'utilizzo degli strumenti e le librerie messe a disposizione da Archicad. Per colmare le esigenze più complesse, è possibile utilizzare anche PARAM- O o Library Part Maker. Quest'ultimo è stato utilizzato nello studio di Matteo Thun & Partners come spiegato in questo webinar.

 

Per la modellazione avanzata, inoltre, è disponibile il corso sulla piattaforma Graphisoft Learn dedicato agli strumenti e ai metodi da usare per la creazione di un elemento di arredo di Archicad.

Recentemente, grazie all'implementazione di Twinmotion nel mio workflow, ho adottato la tecnica di importare il modello in questo software e implementare e/o sostituire l'arredo con quello presente nelle libreria standard di Twinmotion o con quelli messi a disposizione da Quixel Megascan.

Come sempre, è il tempo che comanda e la scelta di quale strada prendere per giungere all'obiettivo dipende dal progettista, dalla commessa e dal suo modo di operare.

 

Avere il controllo sull'importo economico

Quando il progetto è tutto sulla carta, sui render o sul BIMx, è tutto bello e scintillante, ma bisogna fare i conti con l'oste che spesso è quello che decreta il cambiamento delle scelte fatte per materiali, tipi di arredo, ecc. L'oste in questione è l'importo economico del progetto.

Per riuscire a mantenere un controllo su questo aspetto, la possibilità di calcolare le quantità attraverso gli abachi, ottenendone anche il listato degli elementi utilizzati, è un utile vantaggio nell'utilizzo del BIM anche in questo settore dell'architettura. Ad esempio, è possibile ottenere facilmente le quantità necessarie di pavimentazione, rivestimento o tinteggiatura in ogni fase di progetto, potendo verificare le differenze economiche tra una soluzione e l'altra.

In questo modo, progettista e cliente dialogano in modo informato, con dati alla mano e disponendo di una previsione realistica delle cifre in gioco.

dialogo-informato-cliente

 

Saper cogliere le opportunità offerte dal BIM

Riprendendo la domanda iniziale, siamo sicuri che i software di BIM authoring siano strumenti complessi non adatti al settore dell'arredamento o dell'interior design? Penso che ormai abbiamo ribaltato la veridicità di quell'affermazione.

Forse per chi occupa solo di interior design esistono strumenti più verticali, ma gli architetti progettisti che si occupano di una ristrutturazione o di una nuova abitazione con Archicad hanno a disposizione un unico contenitore in cui il progetto risiede e una serie di strumenti: per lo studio ergonomico dell'ambiente e del posizionamento degli arredi, per la rappresentazione, per la comunicazione attraverso render e visite virtuali e infine per il controllo economico.

Basta semplicemente cogliere le opportunità che il BIM offre.

 

 


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