Lo smart working ai tempi della quarantena

Articolo pubblicato da Hilario Bourg il 20 marzo 2020

Dalla nascita di una nuova tecnologia alla sua piena e totale implementazione possono trascorrere anche lunghi periodi. Ad un convegno sul BIM ebbi modo di ascoltare l'intervento di Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME (Centro Ricerche Economiche, Sociali e di Mercato nell'Edilizia), che fece notare che la prima apparizione della macchina a vapore è stimabile ad Alessandria nel 3° o 4° secolo dopo cristo. Si trattava di un dispositivo con il quale era possibile aprire pesanti portoni automaticamente e senza l'intervento umano. Da quello che era poco più che un giocattolo per stupire gli ospiti alla macchina che diede inizio alla Rivoluzione Industriale nel 19° secolo, sono trascorsi circa 1300 anni. 

Oggi abbiamo a disposizione molte tecnologie che sono potenzialmente rivoluzionarie ma che non hanno raggiunto ancora il loro pieno potenziale; il BIM stesso è un metodo che mette a sistema diversi strumenti introdotti negli ultimi anni a ritmi serrati ma che ancora non hanno una precisa collocazione nella pratica professionale quotidiana.

I recenti e ben noti avvenimenti sull'epidemia del nuovo Corona Virus fanno emergere come priorità l'adozione di diverse forme di telelavoro. Eppure la tecnologia per realizzarlo, almeno nel settore della progettazione, è presente già da molti anni ma non sono in molti ad utilizzarlo e a comprenderne il reale potenziale.

Il TeamWork in ARCHICAD è stato introdotto da GRAPHISOFT nel lontano 1997. E’ stato pensato come principale sistema per la condivisione dei dati BIM tra i vari membri del team di lavoro.
L’evoluzione di questo sistema di condivisione ci ha portato ad avere oggi il BIMCloud di GRAPHISOFT, una applicazione che si basa sul Web e che permette di gestire la condivisione dei progetti TeamWork.

Si basa sulla tecnologia client-server, dove i client sono i computer con installato ARCHICAD e il server può essere il computer server dell’ufficio, oppure direttamente un servizio basato sul web.

Il BIMCloud permette la condivisione dei progetti ARCHICAD attraverso la rete interna dell’ufficio oppure, all’occorrenza e con la corretta tecnologia, la condivisione attraverso il web. Il Server BIM conserva il modello BIM completo e aggiornato. I membri del team di lavoro operano sui client e inviano e ricevono tutte le modifiche fatte. Durante questa operazione sono inviate attraverso la rete solo le modifiche. Questa operazione risulta fondamentale per rendere il trasferimento dei dati  molto veloce.

Quando un operatore inserisce un elemento (muri, finestre porte, solai, ecc…), automaticamente questo elemento è riservato, si può dire che è di sua proprietà. Questo comporta che può essere modificato solo ed esclusivamente da lui in modo da evitare che altri operatori vadano a modificare o cancellare l’elemento ma che può anche essere rilasciato e messo a disposizione degli altri operatori quando è necessario.

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Ma l'aspetto tecnologico è forse quello meno complesso da mettere in atto, ben più complicato sembra essere variare l'assetto lavorativo conformemente agli strumenti disponibili: i rapporti con i collaboratori o dipendenti in primis ma la stessa gestione dell'azienda possono davvero essere profondamente riviste alla luce dell'innovazione tecnologica.

Gli studi di progettazione sono da una parte portatori di innovazione tecnologica per l'ampio uso di strumenti informatici e di nuove tecniche costruttive; d'altra parte però sono paradossalmente arretrati non riuscendo ad adottare nuovi modelli di business così che le nuove tecniche sono per lo più impiegate in maniera limitata seguendo schemi ormai obsoleti. 

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Eppure le potenzialità sono molteplici: con il BIMx siamo in grado di ridurre drasticamente la quantità di stampe ma molti studi non sanno proprio rinunciarvi nemmeno per le revisioni intermedie. Oltre ai benefici in termini ambientali, ridurre o azzerare le stampe significa tagliare costi e tempi di lavorazione estremamente significativi. 

Impiegare strumenti di condivisione, come gli strumenti di revisione e il formato BCF, permette di velocizzare numerose operazioni di revisione e verifica garantendo al tempo stesso un'affidabilità ben maggiore rispetto all'uso di mail, annotazioni a penna o comunicazioni a voce o per telefono. 

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Il telelavoro, così come ogni altra innovazione, per essere efficace deve essere calato all'interno di un quadro di relazioni mutato, dove si perdono vecchie abitudini per far posto a nuove pratiche virtuose che permettano di mettere veramente a frutto i benefici tecnici.  

Uno dei punti più critici è la rinuncia al controllo da parte del titolare nei confronti dei collaboratori: è necessario attivare strumenti che non siano focalizzati al controllo della persona ma alla verifica del suo operato: molti studi infatti non hanno adottato un sistema di procedure interne e questo rende più difficile la verifica del lavoro per mancanza di metriche condivise. 

Quali sono i benefici? I vantaggi più evidenti sono per i collaboratori che risparmiano quotidianamente i tempi di spostamento casa/lavoro e di conseguenza i costi di benzina, biglietti, pasti, ecc e riescono quindi a meglio equilibrare il rapporto tempo libero/lavoro. Ma anche per il datore di lavoro ci sono numerosi vantaggi: secondo studi della Global Workplace Analytics, un'azienda californiana di consulenza sul lavoro, ragionare in termini di obiettivi e risultati e non sulla presenza fisica in ufficio porta ad un consistente aumento di produttività. Il datore di lavoro risparmia inoltre sulle infrastrutture lavorative come le postazioni fisiche di lavoro, scrivania, sedia, computer, ecc.

Ma il dato più interessante sono le nuove opportunità che possono crearsi: non è più necessario cercare i propri collaboratori nel bacino d'utenza territorialmente più prossimo ma è possibile spaziare in contesti molto più ampi, potenzialmente tutto il mondo. In provincia è possibile sopperire alle scarsa disponibilità di personale, mentre per tutti, sia in provincia che nei grandi centri urbani, è possibile selezionare la forza lavoro in base a criteri di merito più che di reperibilità; se poi un collaboratore decide di trasferirsi per ragioni personali, il rapporto lavorativo può comunque proseguire con vantaggio reciproco delle parti.

I rapporti di lavoro con lo Smartworking ma più in generale con il BIM, comportano una maggior responsabilizzazione del collaboratore: con il BIM sfuma la distinzione tra progettista e disegnatore, fino probabilmente a decadere del tutto in futuro; con il telelavoro il progettista diventa un soggetto maggiormente autonomo anche sotto il profilo contrattuale. La normativa ha già affrontato la questione: la prima legge in proposito risale addirittura al 1998, mentre più recentemente la legge 81/2017 equipara il telelavoro al lavoro in sede imponendo la parità di salario.

Uno studio presso il quale ho lavorato per un paio d'anni aveva sede in Svizzera ma una base operativa a Milano: in pratica guadagnava in Svizzera spendendo in Italia. All'epoca non avevano ancora adottato il Teamworking ma soltanto dei semplici sistemi di verifica del lavoro a distanza basati su un Template di ARCHICAD comune, un sistema di standard e procedure condivise e una fitta comunicazione di semplici PDF con le annotazioni riportate da parte del titolare. Le possibilità di collaborazione anche a distanza con ARCHICAD sono veramente numerose, da quelle più immediate adatte a piccole realtà, a quelle calibrate per realtà maggiori e più articolate.

Anche i rapporti con imprese ed altri consulenti tecnici sono beneficiati dall'uso delle nuove tecnologie, innanzitutto per l'immediatezza della risposta: ogni membro del team riceve automaticamente dei report in cui viene aggiornato sugli sviluppi della commessa.   

La nascita delle STP (Società Tra Professionisti) risale al 2013: divenne possibile associarsi fra professionisti di diversa estrazione per dare vita ad entità interdisciplinari, temporanee o meno. L'ennesima occasione mancata se pensiamo che dal 2013 ad oggi le STP nate si contano sulle dita di una mano. In un paese in cui la dimensione media degli studi è di 1,5 addetti le STP volevano essere l'occasione per far rete e contrastare la morìa di piccoli studi e singoli professionisti.  

Da ogni crisi nascono nuove opportunità: è una frase che abbiamo sentito più volte e che condividiamo. Il periodo di isolamento che stiamo attraversando lascerà sicuramente una traccia: un'intera nazione sta sperimentando nuove pratiche a distanza, quantomeno nelle dimensioni del fenomeno. Tutte le scuole, dalle elementari in avanti e tutte le università in Italia si sono rapidamente convertite all'uso di piattaforme di e-learning, pur con varie difficoltà. Tutti gli impiegati e lavoratori del terzo settore stanno svolgendo da casa le proprie mansioni, trovando soluzioni diverse per quelle operazioni che potevano essere svolte unicamente in ufficio alla presenza di determinate condizioni, quali la disponibilità di risorse o la condivisione di quote di lavoro col proprio team.

Il ritorno alla normalità sarà segnato da una serie di piccoli e grandi cambiamenti: è questa l'occasione per imprimere una cambiamento mirato alle nostre strutture lavorative acquisendo quanto di buono questa drammatica esperienza può lasciarci. Grazie al pieno e reale sfruttamento delle risorse tecnologiche che già oggi abbiamo a disposizione, possiamo realmente pensare a strutture più flessibili e snelle, in grado di competere in mercati più ampi e diversificati tramite collaborazioni professionali in rete.   

 

Vuoi approfondire?

Parlando delle potenzialità di ARCHICAD, in questo articolo abbiamo parlato di Teamwork, BIMcloud e BIMx. Ti lasciamo qualche link se vuoi approfondire questi argomenti:

- In questo video abbiamo parlato approfonditamente in maniera un po' più pratica di come lavorare in Teamwork, e come e quando utilizzare il BIMcloud

- in quest'altro video raccontiamo invece come sfruttare BIMx per il cantiere. Sì, lo sappiamo che i cantieri adesso sono chiusi, ma nel video parliamo di come fare in modo che tutte le maestranze possano vedere il modello BIM sempre aggiornato, comprese tutte le tavole utili salvate dal modello di ARCHICAD. 

 

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Topics: BIM

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