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San Lorenzo alle Colonne: storia e presente modellati con Archicad

Scritto da Hilario Bourg
il 14 ottobre, 2021

Tag: HBIM - Rilievo e Restauro

Uno dei monumenti antichi più interessanti nella storia dell'architettura è anche uno dei meno riconosciuti, almeno a livello internazionale. I testi sembrano non tributargli l'importanza che merita, eppure San Lorenzo Maggiore, o San Lorenzo alle Colonne, è uno dei luoghi sui quali la Storia ha lasciato maggiormente il segno. A cos'è dovuto questo mancato riconoscimento? Forse al fatto che non può essere identificato come "l'opera di..." oppure a causa delle sue dimensioni non monumentali. Ma la ricchezza delle sue forme e le soluzioni architettoniche adottate non possono che conquistare il visitatore.

In questo articolo ne esploriamo l'essenza attraverso il modello eseguito in Archicad, alla scoperta di concetti spaziali unici nell'architettura occidentale.

 

Un monumento unico nel suo genere

La Basilica di San Lorenzo, nel cuore pulsante della movida milanese, è un monumento unico per diverse ragioni.

Una storia che copre diverse epoche

Innanzitutto, la stratificazione delle varie epoche che l'hanno attraversata, tutte ben visibili e riconoscibili. All'epoca in cui Milano fu proclamata Capitale dell'Impero Romano d'Occidente (dal 286 al 402 D.C.) dove sorge oggi la basilica, c'era un palazzo (secondo alcune ipotesi un tempio dedicato a Ercole voluto dall'Imperatore Massimiano), presto demolito per far posto a una basilica che fosse espressione della nuova religione dell'Impero.

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Com'era consuetudine, vennero impiegati materiali di recupero provenienti dal precedente palazzo e da un vicino anfiteatro di cui proprio in questi giorni (ottobre 2021) si stanno rinvenendo alcuni resti. Le fondamenta e i primi corsi delle murature sono in ceppo di Gré, pietra locale molto nota e impiegata in antichità, tanto che importanti opere contemporanee come la nuova sede dell'Università Bocconi (Studio Grafton Architects) e il MUDEC (Chipperfield) hanno voluto renderla protagonista dei loro rivestimenti interni ed esterni. Sono state inoltre reimpiegate le colonne del palazzo per costruire un quadriportico antistante la basilica di cui oggi resta soltanto una fila, le famose Colonne di San Lorenzo.

Nel 378 D.C. nasce quindi la Basilica di San Lorenzo, nota all'epoca come Basilica Palatina, per la vicinanza con il Palazzo Imperiale. È uno dei primi e rari esempi di Architettura Paleocristiana di una certa importanza. Da qui deriva la seconda caratteristica che rende unica l'opera: è una delle poche chiese a pianta centrale in Italia (mentre sono molto comuni nell'Europa Orientale). Oltre a San Lorenzo possiamo ricordare San Vitale a Ravenna e Santo Stefano Rotondo a Roma e altre opere minori per un totale di una dozzina circa in tutta Italia. Per chiese a impianto centrale intendiamo di forma rotonda, ottagonale o simili.

 

piante a confronto

La pianta originale di San Lorenzo, San Vitale a Ravenna e Santo Stefano al Celio a Roma (disegni non in scala)

 

La basilica di San Lorenzo è invece a pianta quadrata tetraconca: a ogni lato del quadrato c'è un abside. Internamente è organizzata come uno spazio centrale circondato da un deambulatorio continuo. L'edificio è articolato in tre livelli, di cui il primo è un ampio matroneo continuo che affaccia sullo spazio centrale.

Pianta p terra

Questo era sormontato da un tiburio quadrato a doppia capriata, prima che crollasse per effetto di ripetuti incendi negli anni 1071 e 1075 D.C., al seguito dei quali venne sempre ricostruito impiegando le tecniche originali e il materiale ligneo. Oltre all'edificio principale vi sono connesse le cappelle votive di San Aquilino e di San Ippolito di forma ottagonale a cui nel corso dei secoli si sono sommate altre strutture: ogni intervento ricostruttivo ha sempre rispettato l'impianto originale, pur apportando contributi "stilistici" e costruttivi che hanno conferito al complesso un aspetto unico e caratteristico, fatto di sovrapposizioni di architetture romana, paleocristiana, romanica e infine tardo rinascimentale.

francesco Corni

La basilica originale nei bellissimi disegni di Francesco Corni

 

La ricostruzione del tiburio centrale

Il crollo del tiburio centrale del 1573 indusse il cardinale Carlo Borromeo alla sua immediata ricostruzione, questa volta secondo i canoni del tempo. Si era in pieno periodo di Controriforma, il Concilio di Trento si era concluso da pochi anni e l'affermazione della nuova e intransigente dottrina religiosa venne sottolineata a Milano da una straordinaria stagione di costruzione di opere ecclesiastiche per mano di Pellegrino Tibaldi, Galeazzo Alessi, Lorenzo Binaghi, ecc. Per approfondire il periodo è consiglio l'ottimo testo del professor Giovanni Denti, L'architettura a Milano tra Controriforma e Barocco.

Secondo il gusto dell'epoca il tiburio prese la forma ottagonale e venne costruito in pietra e non più in legno. Ma l'importanza del complesso, testimone della continuità fra mondo antico e contemporaneo, fece sì che non venisse comunque stravolto l'impianto originale seppur non fosse propriamente consono alle linee guida della nuova liturgia ecclesiastica.

Vennero chiamati diversi architetti e costruttori dell'epoca per trovare una soluzione costruttiva in grado di coniugare antico e moderno. Negli anni precedenti già Leonardo, Bramante, Filarete e Giuliano da Sangallo ipotizzarono diverse soluzioni per un nuovo tiburio.

Leonardoe Bramante

L'incarico venne infine affidato a Martino Bassi, allievo del Tibaldi che riuscì a incastonare il timpano ottagonale inscrivendolo nella pianta quadrata, dando così origine a soluzioni di dettaglio molto raffinate e interessanti: i lati obliqui dell'ottagono sono stati traslati esternamente dando maggiore ampiezza allo spazio centrale e sono quindi stati raccordati con l'imposta del tiburio al piano della copertura con una decorazione scalettata; inoltre le grandi aperture ad arco sono svasate esternamente in modo da dare maggiore slancio e spazio al vuoto centrale, vero protagonista dell'impianto. 

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L'intervento conferisce il caratteristico contrasto bicromo di San Lorenzo, dove le parti d'opera di epoca paleocristiana e romanica nei tipici mattoni a vista (per cui le manovalanze lombarde erano note e apprezzate in mezza Europa) e le parti intonacate in colore bianco crema si distinguono nettamente. Le opere vennero concluse nel 1626. 

viste

La facciata come la conosciamo oggi risale al XIX secolo, costruite dall'ingegner Cesare Nava su progetti originali di Martino Bassi: un nuovo Pronao e le due canoniche laterali completano il fronte in un sobrio stile classico seppur con alcune concessioni manieriste.

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L'intera basilica fu successivamente circondata da numerose abitazioni popolari, sia sul lato del fronte, fra la basilica e il colonnato che sul retro, dove sorsero numerose botteghe di conciatori che sfruttavano la presenza dell'acqua di un tratto di naviglio. Molte di queste vennero demolite nel corso del XIX secolo e il naviglio coperto, mentre per liberare completamente il fronte bisognerà attendere il 1937.

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La nascita del Parco delle due Basiliche

Ma fu solo dopo i bombardamenti del 1944, che lasciarono fortunatamente indenne la basilica, che si decise di abbattere l'intero quartiere popolare circostante dando vita a quello che è ancora oggi noto come il Parco delle due Basiliche (altrimenti conosciuto come Piazza Vetra) perché collega la Basilica di San Lorenzo con la Basilica di Sant'Eustorgio dove la tradizione narra vi siano custodite le vestigia dei Re magi provenienti da Costantinopoli.

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Infine, in occasione del Giubileo del 2000 , il corso del tram venne deviato oltre le colonne, liberando del tutto il sagrato della Basilica in cui campeggia la statua in bronzo dell'Imperatore Costantino.

San Lorenzo

Filmato tratto dal sito milanoarcheologia.beniculturali.it

 

La modellazione in Archicad

Innanzitutto abbiamo potuto impostare la posizione corretta partendo dai dati GIS, come mostrato in un precedente articolo su BIM e GIS. Ciò ci fornisce non soltanto la possibilità di lavorare in un contesto già definito e con le coordinate corrette, ma di caricare a sua volta il modello in un ambiente GIS, quindi condiviso da tutti gli operatori e amministrazioni pubbliche, in modo preciso e affidabile.

vista aerea

 

Le coperture a volte e il tiburio realizzate con lo strumento Shell

La modellazione in Archicad non ha presentato particolari problemi considerando la precisione geometrica dell'impianto originale e delle nuove aggiunte tardo rinascimentali. Le coperture a volte degli absidi sono a semi cupola sferica, mentre il tiburio è chiuso da una cupola a spicchi leggermente ogivali a base ottagonale, tutti ottenuti facilmente con lo strumento Shell in modalità rivoluzione semplice.

Ma la semplicità delle soluzioni tecniche non è a discapito della ricchezza spaziale e il risultato finale è estremamente suggestivo. Le tre campate del pronao all'ingresso sono voltate con semplici volte a vela, per le quali sono state usate delle shell semisferiche delimitandone le sagome alla loro forma quadrata. 

In realtà i deambulatori sono voltati a botte lunettata lungo il percorso emiciclico: in questo caso non l'abbiamo modellati ma sono anche questi ottenibili con lo Strumento Shell, questa volta con la modalità rivoluzione con il metodo di costruzione dettagliato.

Potete seguire passo passo le fasi relative alla modellazione di un edificio storico nell'articolo che riguarda la modellazione della Chiesa Diruta.

 

Le coperture a falda con lo strumento Falda multi-piano

Altro protagonista dell'insieme sono le coperture a falda, facilmente ottenute con lo strumento falda in modalità falda multi piano, sia per le coperture delle singole cappelle e di tutte le strutture annesse che per la copertura delle quattro absidi, fuse in un insieme unico: con un clic della Bacchetta magica sono state ottenute in pochi secondi. L'importante è saper riconoscere la forma base a cui sottrarre poi le parti corrispondenti alle torri angolari e l'ottagono del tiburio.

Copertura multi piano

 

Chiaramente, non essendo partiti da un rilievo ma soltanto dalle immagini reperite dal web, abbiamo operato una rettificazione delle geometrie, così che l'insieme scaturisca principalmente dagli allineamenti interni dell'opera: anche se non abbiamo avuto a disposizione delle misure ricavate sul posto, abbiamo proceduto soltanto attraverso allineamenti e proporzioni leggendo e riproducendo le armonie nascoste dell'opera. Se invece avessimo avuto un rilievo accurato avremmo potuto operare come nell'esempio precedentemente illustrato per quanto riguarda il rilievo laser

Gli apparati decorativi sono anch'essi stati semplificati per limiti di tempo (invitiamo anzi gli utenti a proseguire nella modellazione e mandarci l'esito del loro lavoro) ma questo ha permesso di mettere maggiormente a nudo l'essenza dell'opera. 
L'uso dei modificatori applicati ai profili complessi ha ulteriormente semplificato il lavoro, permettendo di utilizzare un unico profilo per i contrafforti angolari adattabile a diverse misure e spessori.  

costolone angolare

Il primo passo per riprodurre un opera del patrimonio storico è, prima ancora del rilievo e restituzione grafica, è la comprensione dell'opera in ogni sua parte e la modellazione 3D, pur eseguita in poco tempo e partendo da poche immagini raster reperite sul web permette di attivare quella sorta di visione ai raggi x che solo il disegno, sia manuale che digitale, può garantirci. Per un approfondimento sulle fasi operative del BIM applicato al patrimonio esistente consigliamo questo articolo sull'HBIM.

 

Tematizzare il modello per evidenziare aspetti specifici

Ma un altro aspetto, non meno importante è rappresentato dalla possibilità di tematizzare il modello, evidenziando di volta in volta taluni aspetti di interesse. Il dato che emerge maggiormente e che val la pena sottolineare, è la sovrapposizione di epoche e "stili" nella loro successione e nella compresenza di alcune sue parti. Per fare ciò si può ricorrere alle sovrascritture grafiche.

 

Puoi seguire altri esempi di modellazione di edifici storici ai seguenti link:

Altri ne seguiranno. Nel frattempo, se passate da Milano raccomandiamo, fra un drink e l'altro, di visitare la basilica portando con voi il modello BIMx sul vostro tablet o smartphone.

 

 

 


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