Il blog BIM di Archicad

Un caso di Interoperabilità BIM: gestisci modelli tra software diversi

Scritto da Roberto Marin | Jan 9, 2026 9:44:03 AM

Nel panorama contemporaneo dell’architettura digitale, il termine BIM viene spesso frainteso o interpretato come una soluzione tecnologica magica: un ecosistema dove le cose si semplificano, ogni software parla la stessa lingua e i dati fluiscono senza alcun attrito.

Ma se provassi a chiedere a un gruppo eterogeneo di tecnici cos’è per loro il BIM, avresti una serie di risposte che vanno da “la salvezza per il mio lavoro” a “una complicazione eccessiva”. È naturale: il modo di lavorare e i flussi di lavoro cambiano radicalmente da professionista a professionista.

 

Oltre la teoria: la sfida dell'interoperabilità reale

Nell'ottobre 2024 avevo affrontato il tema teorizzando i livelli di utilizzo del BIM. Ma c’è un altro aspetto della metodologia che mi sta molto a cuore e di cui ti parlo fin dai miei primi contributi su questo blog, come nell'articolo dedicato a La caduta del muro dell'interoperabilità.

L’interoperabilità è un argomento che amo accostare alla saga di Guerre Stellari, perché quando ho iniziato la professione (a inizio anni 2000) la situazione era tragica. Ora ne siamo quasi fuori ma, come in tutte le saghe che si rispettino, ci sono gli spin-off.

L’argomento di oggi è l’interoperabilità nel settore della modellazione e della visualizzazione. È il momento di ascoltare la nuova avventura del vostro Roby-Wan, che si sta già abbassando il cappuccio del mantello per parlarti a volto scoperto. In un ufficio tecnico lontano lontano...

Questa è la storia di una missione di recupero disperata, di un file che minacciava di autodistruggersi e di come Archicad sia stato l’X-Wing che ha salvato il sistema.

 

La minaccia fantasma: quando l'export IFC fallisce

Un collega mi ha chiesto di creare una vista renderizzata di alta qualità di un modello realizzato con Allplan, utilizzando un linguaggio visivo peculiare ed affascinante. Sulla carta il piano era semplice, ma come direbbe un vecchio ammiraglio: è una trappola!

Situazione iniziale

Il progetto originale era un modello architettonico dettagliato. La scelta del formato di esportazione è stata intuitiva: IFC, la nostra Forza universale per l’Open BIM. Purtroppo, la minaccia fantasma dei dati ha colpito ancora, causando il blocco totale del computer per saturazione della memoria durante l'esportazione.

Nell’Orlo Esterno della progettazione digitale, i protocolli universali come l’IFC sono spesso visti come miti della Vecchia Repubblica: bellissimi in teoria, ma difficili da esportare integri. Abbiamo quindi tentato una manovra evasiva esportando l’intero modello in formato C4D (Cinema 4D), sperando che un linguaggio più orientato alla grafica facilitasse l’operazione.

La tattica ha funzionato, ma si trattava di una vittoria fugace: durante l’importazione in Twinmotion, la barra di avanzamento si è inesorabilmente piantata a metà. In questi casi serve qualcosa di agile e potente: è ora di posare le spade laser e salire sul nostro X-Wing.

 

Archicad come Hub della Resistenza: pulizia e ottimizzazione

Spesso il problema non è la potenza del computer, ma la struttura del modello. Un file esportato può contenere milioni di poligoni ridondanti o elementi pesanti che soffocano i motori di importazione. Per riassumere: meno c’è, meno si rompe.

Non tutti sanno che Archicad ha un add-on dedicato per i file di Cinema 4D, disponibile nell'area download di Graphisoft. Una volta attivo, puoi procedere dal menu File > Interoperabilità > Fondi da file... e selezionare il file C4D.

Il modello viene importato nella libreria come Oggetto. Nella vista 3D apparirà come un corpo unico, ma per i miei scopi avevo bisogno di separare gli elementi: ho quindi attivato il comando Converti in Forma. A quel punto, il motivo dei precedenti fallimenti è apparso chiaramente sul monitor: alcune pareti perimetrali non erano state interpretate correttamente e la presenza di molta vegetazione ad alto dettaglio aveva sovraccaricato il modello di poligoni.

Suggerimento dal Consiglio Jedi: se vuoi che il tuo modello sopravviva al viaggio tra i software, nascondi la vegetazione nell'esportazione. Alberi e cespugli sono predatori poligonali che distruggono la fluidità. Vanno aggiunti solo nella fase finale all'interno del software di rendering.

 

Ricostruire il modello con lo Strumento Foratura

Il passaggio dal sistema C4D aveva lasciato delle ferite: pareti scomparse e stratigrafie confuse. Qui Archicad ha mostrato la sua potenza permettendomi di individuare gli oggetti mancanti e i muri interpretati come superfici a spessore zero.

Ricostruzione muro in Archicad

Mentre ricostruivo le pareti, si è presentato un problema: i serramenti erano già presenti come blocchi geometrici importati, ma i nuovi muri che stavo alzando erano pieni e inglobavano gli infissi al loro interno. Per risolvere, ho utilizzato la flessibilità dello Strumento Foratura. Questo strumento è molto più potente del vecchio Nicchia, perché può bucare più elementi contemporaneamente (Muri, Solai, Falde, Mesh) mantenendo un collegamento associativo.

 

Ecco i passaggi che ho seguito:

  1. Ho individuato graficamente l'ingombro del serramento importato;
  2. Ho selezionato lo Strumento Foratura dalla barra degli strumenti e scelto la forma rettangolare;
  3. Con un clic ho applicato il foro sulla parete ricostruita con lo Strumento Muro, regolandone poi le dimensioni sugli ingombri esterni del serramento.

Lo Strumento Foratura crea un varco perfetto che rimane associato al muro. Il serramento importato ora vive dentro quel buco: non ci sono sovrapposizioni tra muro e gli oggetti che compongono il serramento, e sono libero di applicare in Twinmotion i materiali necessari a ognuno di essi.

Il muro bucato con lo Strumento Foratura

 

Il salto nell’iperspazio verso Twinmotion

Una volta bonificato il modello (eliminata la vegetazione killer e ricostruite le pareti) la struttura era finalmente stabile. Per arrivare a Twinmotion, serviva l'ultimo salto nell'iperspazio.

Sebbene esista il plugin Datasmith per il collegamento diretto, in questo caso ho preferito un’esportazione in formato 3DS. Perché? È un formato più asciutto, che permette in Twinmotion di applicare vetri, metalli e legni con un solo drag and drop su tutte le istanze degli oggetti.

Grazie alla pulizia fatta in Archicad, il file è stato importato in poco tempo. Ho aggiunto la vegetazione definitiva usando le librerie native di Twinmotion e il progetto ha preso vita. A questo punto ho potuto concentrarmi su ciò che conta davvero: la luce, l'atmosfera e il racconto architettonico.

 

L'interoperabilità BIM è la strada

Questa missione nell'Orlo Esterno ci insegna una lezione fondamentale: l'interoperabilità è la strada da percorrere, sempre. Non basta saper premere Salva: bisogna conoscere i punti deboli dei file, identificare i parassiti poligonali e avere il coraggio di ricostruire dove necessario.

Archicad si conferma non solo il software di BIM Authoring ideale per la progettazione, ma il vero centro di coordinamento per ogni professionista che non vuole arrendersi ai limiti dei software.

Mentre il mio droide MBA-M2 mi confermava il termine del compito con un fischio sommesso, ho appoggiato una mano sulla sua scocca, sentendola appena tiepida dopo ore di calcoli intensi. Il cappuccio del mantello può tornare sul capo: la missione è compiuta e la galassia del BIM, per oggi, è in pace.

Una nuova avventura attende.