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Nel contesto della modellazione hBIM, uno degli aspetti più interessanti di Archicad è la possibilità di reinterpretare strumenti apparentemente “standard” per rispondere a esigenze di modellazione ben più evolute. Tra questi, lo strumento Parapetto merita un’attenzione particolare. Spesso associato unicamente alla creazione di ringhiere o protezioni lineari, in realtà nasconde un livello di flessibilità molto più ampio.
Se affrontato con il giusto approccio, può trasformarsi in un alleato prezioso nella modellazione di elementi storici, decorativi e ripetitivi, tipici dei progetti hBIM. In questo articolo vedremo come inquadrare correttamente lo strumento Parapetto, comprenderne le logiche di funzionamento e capire perché possa risultare efficace anche in utilizzi meno convenzionali, come boiserie, marcapiani e sottogronda decorati.
Uno strumento molto più potente di quanto sembri
Innanzitutto, lo strumento Parapetto rientra negli strumenti parametrici: mantiene infatti una struttura sempre modificabile, che consente di intervenire in modo dinamico sulle sue singole parti. Il suo funzionamento richiama quello di una polilinea: attraverso nodi e segmenti disegnati dall’utente, Archicad genera automaticamente la struttura dell’elemento, distribuendo i componenti lungo i tratti e nei punti di cambio direzione.
Questa impostazione è particolarmente interessante perché consente non solo di modellare Parapetti “normali”, ma anche di costruire sistemi più complessi composti da:
- corrimano;
- traverse;
- piantoni;
- colonnine;
- balaustri;
- pannelli;
- connessioni ed estremità.
In pratica, il Parapetto non va letto come un singolo oggetto, ma come un sistema assemblato, modificabile in profondità.
Perché lo strumento Parapetto è utile nella modellazione hBIM
Nel lavoro hBIM il problema non si limita alla sola rappresentazione di un elemento: entra in gioco anche la necessità di trovare un equilibrio tra fedeltà geometrica, gestione informativa e controllo complessivo del modello. È proprio in questa prospettiva che lo strumento Parapetto diventa particolarmente interessante, perché riesce a mettere insieme questi tre aspetti in modo coerente.
Da un lato offre una struttura parametrica che si adatta con facilità a tracciati articolati, variazioni di quota e configurazioni irregolari. Dall’altro consente un buon livello di personalizzazione delle sue parti, rendendolo adatto anche alla modellazione di elementi storici o decorativi.
In più, essendo uno strumento nativo di Archicad, mantiene una relazione diretta con Abachi, Proprietà, Classificazioni e flussi Open BIM, contribuendo a integrare la modellazione all’interno di un sistema informativo più ampio e coerente.
E questo è il punto chiave, nel contesto hBIM non basta modellare bene, serve anche poter leggere, filtrare, quantificare e classificare gli elementi.
Cosa rende il Parapetto così flessibile
La forza dello strumento risiede nella sua struttura interna. Ogni segmento può essere composto da più elementi, sovrapposti o affiancati, mentre i nodi gestiscono piantoni, connessioni e chiusure.
Dal punto di vista operativo, il progettista ha la possibilità di intervenire su ogni singola parte: può definire la forma del corrimano, sostituire le traverse, inserire pannelli, personalizzare i piantoni e configurare balaustri o colonnine.
Questo approccio modulare apre possibilità molto interessanti nella modellazione di elementi architettonici esistenti.
Ad esempio, in una balaustra storica è possibile differenziare:
- il profilo del corrimano;
- la sezione delle traverse;
- il tipo di montante;
- la forma del balaustro;
- il pannello decorativo.
Ne deriva una modellazione più articolata e consapevole, rispetto a quella ottenibile con un singolo oggetto statico.

Componenti Personali e Profili Complessi: il vero salto
di qualità
Quando gli elementi standard non bastano, Archicad permette di spingersi oltre grazie ai Componenti Personali e ai Profili Complessi. Nel caso del Parapetto, è possibile creare Componenti Personali per pannelli e piantoni, modellandoli in 3D e salvandoli poi come elementi riutilizzabili all’interno dello strumento.
Questo approccio si rivela particolarmente utile quando si devono riprodurre forme particolari, come montanti sagomati, pannelli decorativi o elementi lapidei non standard. Per balaustri, colonnine e traverse, invece, una soluzione molto efficace è l’uso anche dei Profili Complessi.
In particolare, gli elementi in rivoluzione permettono di ottenere forme classiche, tornite o modanate, molto adatte alla rappresentazione di parapetti storici. Il vantaggio è quello di lavorare con una logica controllabile e ripetibile, mantenendo al tempo stesso una buona coerenza del modello.
Quando la modellazione hBIM deriva da un rilievo, diventa però fondamentale operare con precisione: dimensioni reali, proporzioni e dettagli costruttivi assumono un ruolo determinante se l’obiettivo è restituire una replica digitale affidabile dell’elemento esistente.
Il controllo del livello di dettaglio nelle Opzioni Vista Modello
Un altro aspetto particolarmente utile riguarda la gestione della visualizzazione attraverso le Opzioni Vista Modello. Il Parapetto, infatti, può essere rappresentato secondo diversi livelli di dettaglio, permettendo di alleggerire il modello nelle fasi preliminari o di restituire un’informazione più sintetica quando non è ancora necessario mostrare tutta la complessità geometrica.
Questa flessibilità si rivela preziosa nei progetti BIM e hBIM, perché consente di adattare la rappresentazione alle diverse esigenze operative come:
- sviluppo del modello;
- coordinamento;
- documentazione;
- prestazioni della Finestra 3D;
- output grafici come Sezioni, Alzati e Documenti 3D.
Non si tratta quindi soltanto di un vantaggio grafico, è anche una scelta strategica per lavorare in modo più fluido su modelli complessi.
Dal modello ai dati: il Parapetto negli Abachi
Uno degli aspetti più interessanti dello strumento Parapetto è la possibilità di portare i suoi componenti all’interno degli Abachi, non limitandosi all’elemento nel suo insieme ma estendendo l’analisi anche alle singole parti. Questo consente di elencare e quantificare balaustri, piantoni, corrimani, traverse e pannelli in modo puntuale.
In un progetto hBIM, una possibilità di questo tipo assume un valore significativo, perché permette di associare agli elementi non solo dimensioni e quantità, ma anche proprietà qualitative e informazioni di Classificazione.
Ad esempio, si possono elencare componenti specifici con:
- Codici identificativi;
- Classificazioni IFC;
- Quantità;
- Altezze e Lunghezze;
- Stato manutentivo;
- Livello di degrado;
- Annotazioni qualitative.
Il modello, in questo modo, smette di essere soltanto una rappresentazione geometrica e diventa una vera base informativa. Se queste proprietà vengono gestite ed esportate correttamente, possono fare la differenza accompagnando il modello anche all’interno dei flussi Open BIM.
Utilizzi off-topic: quando il Parapetto diventa altro
Il Parapetto può trovare applicazione anche al di fuori del suo ambito più immediato, rivelando una versatilità che va oltre l’uso tradizionale. Alcuni casi lo mostrano in modo particolarmente chiaro.
Un primo esempio è la creazione di boiserie. Grazie alla logica basata su segmenti, pannelli ed elementi ripetuti, lo strumento può essere utilizzato per distribuire moduli decorativi lungo una parete, mantenendo un controllo preciso sia sulla ripetizione sia sulla suddivisione.
Il secondo riguarda marcapiani e sottogronda decorati. Quando un profilo lineare deve accogliere una serie di elementi verticali ripetuti, lo strumento Parapetto diventa molto interessante. Infatti permette di gestire facilmente la distribuzione automatica di elementi decorativi lungo il tracciato.
In questi casi, l’alternativa sarebbe modellare e posizionare manualmente ogni singolo elemento. Utilizzando il Parapetto, invece, il processo risulta più rapido, controllabile e facilmente modificabile.
Attenzione: dipende dal risultato che vuoi ottenere!
È probabilmente l’aspetto più importante da tenere in considerazione: non esiste una soluzione valida in assoluto, ma una soluzione adeguata in funzione dell’obiettivo del modello.
Non esiste una soluzione giusta in assoluto, esiste una soluzione giusta in funzione dell’obiettivo del modello. Se il Parapetto serve a rappresentare formalmente un elemento storico in modo coerente, il flusso illustrato è molto efficace. Tuttavia, se emerge la necessità di gestire i singoli componenti in modo indipendente, ad esempio per associare diversi stati di degrado a pilastrini rotti o mancanti, è utile fermarsi a valutare con attenzione l’approccio.
In quei casi, un sistema troppo “assemblato” potrebbe rivelarsi poco adatto. Può essere più efficace modellare certi elementi come oggetti separati, così da poterli classificare, filtrare e sovrascrivere singolarmente.
È un principio centrale nel lavoro hBIM: la modellazione non deve essere guidata solo dalla forma, ma soprattutto dall’uso che si farà del modello.

Per concludere
Lo strumento Parapetto di Archicad è molto più di un semplice comando per creare ringhiere. Nel contesto hBIM può diventare un vero strumento di modellazione avanzata, capace di combinare geometria, ripetizione, personalizzazione e gestione informativa in modo coerente.
La sua struttura modulare, l’integrazione con Componenti Personali e Profili Complessi, e la possibilità di dialogare con Abachi e Proprietà, lo rendono particolarmente adatto a molte esigenze di modellazione del costruito esistente.
Il punto non è usarlo sempre, ma capire quando ha senso farlo e in funzione di quale obiettivo. È qui che entra in gioco una conoscenza più approfondita di Archicad: più si conoscono gli strumenti, più diventa naturale individuare la strategia di modellazione più adatta al risultato che si vuole ottenere.
