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La Presentazione del Progetto: come sfruttare al meglio questo momento

Articolo pubblicato da Hilario Bourg il 1 febbraio 2021

Il valore aggiunto del progettista è l’idea, e saperla rappresentare efficacemente discrimina fra il successo e il fallimento. Fra tutti gli usi del BIM la rappresentazione è forse il meno considerato (o forse è ormai dato per scontato), ma non dovrebbe essere così: infatti, la presentazione del progetto è il momento cruciale in cui il progettista comunica la sua idea. Vediamo come possiamo sfruttarla al meglio.

 

Il rapporto delicato fra Progettista e Committente

Quella del progettista è una professione molto complessa, con problematiche da affrontare a 360°: bisogna gestire i rapporti con le amministrazioni pubbliche, con l’impresa costruttrice e con il committente.

Il rapporto più delicato per il progettista è probabilmente proprio quest'ultimo, per ragioni intrinseche alla professione stessa. Uno studio legale austriaco, Pflaum Karlberger Wiener Opetnik di Vienna, è specializzato nell’assistenza agli Architetti. In un’intervista del 2007 (ancora molto attuale) il socio fondatore Hannes Pflaum, sostiene:

L’architetto è l’unico professionista che accetta ancora di lavorare “navigando a vista”. Non c'è nessun'altra professione che io conosca in cui un professionista lavora senza prima firmare un contratto di qualche genere. In architettura le cose sono diverse: il cliente prima vuole un'«idea», e chiede all'architetto un progetto di massima; egli non vuole impegnarsi da subito e l'architetto da parte sua non vuole metterlo sotto pressione.

Il gioco può andare avanti anche per molto tempo: il cliente ritiene, in assenza di contratto, di poter annullare il rapporto quando vuole, mentre l'architetto spera di avere una buona chance di ottenere la commissione dopo tutto il lavoro che ha già fatto per il committente.

Risulta chiaro che dal valore dell’idea iniziale e dal modo in cui viene presentata dipende il futuro stesso dell’incarico e, quindi, se il lavoro pregresso verrà riscattato o sarà del tutto perso.

 

Una Presentazione Vincente

La migliore presentazione per ottenere l’incarico non è necessariamente la migliore in assoluto: anzi, sviluppare un intero progetto ricco di dettagli e approfondito in ogni aspetto può rivelarsi controproducente.

concept

Anni fa, lo studio per cui lavoravo partecipò a un concorso a inviti indetto da un’importante società immobiliare: si trattava di un progetto impegnativo su un’area molto ampia e ci vollero tre settimane per produrre un progetto di massima in cui avevamo dimensionato e verificato tutte le superfici, dai parcheggi fino ai tagli delle unità immobiliari.

Vinse uno studio piuttosto noto che, anziché un progetto vero e proprio, propose un concept ricco di suggestioni dove le quantità di progetto erano state calcolate in maniera approssimata. Quel giorno imparammo un’importante lezione: nell'economia della commessa, la comunicazione del progetto conta tantissimo.

 

Il Render, elemento fondamentale della Presentazione

Dalla casalinga ai fondi immobiliari, i clienti vogliono vedere innanzitutto il render del progetto, sia perché comprendere il progetto in pianta può essere difficile, sia perché vogliono apprezzarne da subito l’aspetto evocativo ed emozionale.

Fino a qualche anno fa, il render era uno degli ultimi elaborati di progetto ad essere prodotto, perché con la metodologia CAD è necessario che prima sia tutto ben definito, per poterlo modellare e infine renderizzare. Come abbiamo visto parlando di differenza fra processo CAD e BIM, nel BIM il progetto viene sviluppato direttamente in 3D e il modello è subito disponibile e sempre aggiornato: produrre un render è non soltanto un’operazione molto più rapida, ma anche perfettamente integrata nel flusso di lavoro, senza discontinuità di processo. In ARCHICAD è addirittura possibile renderizzare mentre si continua a lavorare.

animazione

Non deve essere necessariamente un render fotorealistico, anzi: vi sarà capitato di proporre delle suggestioni iniziali e di ricevere obiezioni sul colore o sul tipo di piastrella anziché apprezzamenti per le soluzioni ideate. Inoltre, un buon render difficilmente sarà efficace fintanto che non saranno definiti dettagli e ambientazioni.

Durante le prime fasi vale piuttosto la pena di proporre delle rappresentazioni indefinite che non dicano più del dovuto, lasciando libero spazio all’immaginazione. Due tipologie sono particolarmente adatte allo scopo:

  • I render a schizzo, con i quali simuliamo l’effetto del disegno a china o a matita;
  • i render effetto “modello bianco”, pensati per studiare la luce delle ambientazioni, che ricordano i plastici in poliplat al punto che Renzo Piano ne ha fatto un suo marchio di fabbrica con cui evoca l’artigianalità della bottega di architettura. 

 

Non solo render: Diagrammi concettuali

La presentazione del progetto non deve esprimere soltanto l’aspetto emozionale; talvolta è necessario trasmettere invece uno o più concetti. Schemi e diagrammi sono molto utili e suggestivi perché comunicano i principi del progetto, così che l’interlocutore venga reso partecipe della sua genesi e degli obiettivi perseguiti: massimizzare della captazione solare, contenere del volume, favorire l’accessibilità pedonale, ecc.

Lo Studio BIG (Bjarke Ingels Group) utilizza spesso dei diagrammi architettonici perché ogni loro architettura non è motivata dalla ricerca estetica, ma anzi deriva dall’ analisi e interpretazione del contesto e delle esigenze dell’utenza. La forma dell’edificio che ne scaturisce è quella in grado di coniugare le diverse soluzioni individuate e che vengono esplicitate attraverso il diagramma. Dopo averle comprese tramite lo schema concettuale, l’interlocutore non vedrà più l’opera con gli stessi occhi.

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Abbiamo dedicato due articoli all'argomento, uno specifico sui diagrammi concettuali e uno sui Documenti 3D: oltre ad essere molto efficaci sono anche piuttosto facili da realizzare, di rapida esecuzione e soprattutto sempre aggiornati. Ringraziamo come sempre gli amici di Enzyme per l'ottimo lavoro e la disponibilità. 

 

Le presentazioni come strumento di studio

Le presentazioni non sono indirizzate solamente al committente: pensiamo al conferimento alla commissione edilizia, alle riunioni di cantiere, alle riunioni interne al team di lavoro, ecc. Utilizziamo le presentazioni sempre più spesso al posto della consegna degli elaborati perché, mentre con il CAD le presentazioni devono essere programmate per tempo, la tecnologia BIM permette di averle sempre pronte e sempre aggiornate.

Non si tratta soltanto di una questione di opportunità: l’efficacia di una presentazione multimediale è sicuramente maggiore e il messaggio giunge in maniera più incisiva. Anche in cantiere uno schema di montaggio 3D, ottenuto con il Documento 3D, sarà sicuramente più apprezzato che non una tavola di dettagli e particolari.

L’impiego dei visualizzatori BIM permette di annotare le problematiche di cantiere direttamente su una copia del modello e comunicarle tramite il formato BCF.

riunione cantiere

I software di render real time - come ad esempio Twinmotion - consentono di modificare il progetto in tempo reale con grande soddisfazione del cliente, che può finalmente decidere al momento il colore della piastrella. Per non parlare delle animazioni che possiamo produrre in tempi impensabili fino a pochi anni fa: vi raccomando caldamente di seguire i lavori di Thien Minh, un renderista vietnamita che potete apprezzare in questo breve e ottimo filmato.

 

Dalle animazioni alla Realtà virtuale, lo sviluppo delle tecniche di rappresentazione  promette grandi cose. Le presentazioni non sono più uno strumento di comunicazione passiva ma un momento di interscambio e interazione con i diversi interlocutori del progetto, che vengono così maggiormente coinvolti.

 

Raccontare il progetto

Il libro Yes is more! di Bjarke Ingels è un archifumetto sull'evoluzione dell'architettura o, se preferite, una sorta di fotoromanzo che illustra i progetti dello studio. Oltre a essere divertente e godibile, è anche estremamente efficace nel suo intento comunicativo. Nelle prime pagine spiega la ragione di un’opera così poco ortodossa motivandola con l’esigenza di “raccontare in modo semplice una storia così complessa” qual è l’architettura. Un loro cliente in visita allo studio rimase affascinato da un progetto e chiese che gli venisse spedito, ma quando ricevette gli elaborati stentò a riconoscerli, la magia del progetto era svanita.

In genere il lavoro di un architetto è affidato a disegni senza vita e immagini piatte. Ma basta visitare con lui il suo studio o una delle sue opere per sentire l’energia e carpire gli invisibili aneddoti che danno vita al suo lavoro. […] Peccato sia così difficile racchiudere tutto questo in una mostra o in un libro.

Presentare un progetto non significa soltanto esporre degli elaborati ma animarlo attraverso una narrazione arricchita di particolari, retroscena e aneddoti.

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Uno strumento come BIMX si presta, tra i diversi usi, come supporto per presentazioni dinamiche ed accattivanti. Si può utilizzare come una sorta di Powerpoint con le slide in sequenza, ma con la possibilità di passare di punto in bianco al modello virtuale e da qui agli elaborati, con transizioni fluide e di sicuro effetto. 

 

Il progettista deve ampliare il proprio bagaglio di competenze. A esempio il marketing, soprattutto online, è essenziale per procurarsi nuovi clienti e consolidare la propria reputazione professionale. In breve, bisogna sapersi vendere: un ottimo modo per farlo è produrre una gran quantità di presentazioni e contenuti di ottima qualità per il portfolio dello studio.

 

 

 


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Topics: Il Metodo BIM

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