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title: "INART: Teamwork efficace con il BIM"
description: L'interoperabilità è uno dei principali vantaggi del metodo BIM riconosciuto dallo studio Inart. Vediamo un progetto dove TeaWork è stato fondamentale.
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FATTI CON ARCHICAD  |  5 MINUTI DI LETTURA

# INART: Teamwork efficace con il BIM

[Graphisoft Italia](https://blog.archicad.it/fatti-con-archicad/author/graphisoft-italia) 

 12 settembre 2019

Il **concetto di interoperabilità** è uno dei principali vantaggi della **metodologia BIM** riconosciuto dallo studio Inart. L’utilizzo costante di **Teamwork su BIMServer** ha portato ad abbattere i tempi di lavoro, mantenendo allo stesso tempo un elevato controllo delle evoluzioni progettuali, anche da remoto.

Dall’acquisto della prima licenza ad oggi, avendone seguito le evoluzioni e gli aggiornamenti che si sono susseguiti negli anni, lo studio Inart continua a vedere in **ARCHICAD uno strumento di lavoro fondamentale, sempre ai vertici in termini di facilità di interfaccia, di completezza di strumenti e di affidabilità**. Anche nel nuovo percorso di implementazione del BIM dello studio l’utilizzo di ARCHICAD permette di lavorare in un ambiente condiviso fin dalle prime fasi di progetto.

 

### Chi è INART 

L’associazione professionale di ingegneri e architetti **[INART](http://www.inart.it)** (INgegneria - ARchitettura - Turismo) nasce nel 1978 nella rinomata località turistica Courmayeur (AO), alle pendici del Monte Bianco. Grazie al contributo dei tre soci fondatori - l’Ing. Pietro Ferraris, l’Arch. Sergio Favre e il Geom. Ferdinando Derriard - lo studio INART diventa nel tempo una realtà consolidata e conosciuta nella zona, scelta soprattutto da chi ama la montagna e vuole una seconda casa affacciata sul Monte Bianco. Oggi lo studio conta una quarantina di professionisti tra soci (13), collaboratori e dipendenti, un team che comprende diverse professionalità che coprono tutte le diverse discipline. INART, infatti, si fonda sulle **competenze multidisciplinari e complementari delle risorse** facenti parte dello studio, con l’intento fin dalla sua nascita di garantire una vasta gamma di servizi specialistici per poter soddisfare al meglio le esigenze di diverse tipologie di committenze e accompagnare il cliente in tutte le fasi caratterizzanti la realizzazione di un’opera.

Da più di vent’anni lo studio **INART ha scelto ARCHICAD** per iniziare i primi approcci alla progettazione parametrica e per lo sviluppo dei modelli tridimensionali.

“*Dopo aver testato altri software* – racconta il **Geom. Marco D’Anna** - *ci siamo imbattuti in ARCHICAD 6.0 e abbiamo capito che era ciò che cercavamo, cioè **un programma con strumenti dedicati alla progettazione architettonica**, completo di motore **rendering** e con una bella **libreria di oggetti dedicati**, così flessibile da poter essere usato con efficacia, anche solo per il disegno 2D, dai progettisti architettonici, strutturali e impiantistici. Gli altri programmi di quegli anni non ci sono sembrati altrettanto completi, flessibili e soprattutto facili da imparare e usare quanto ARCHICAD, che, nonostante tutti i limiti delle prime versioni, man mano che uscivano le nuove release, riusciva sempre a stupirci per genialità*”.

 

### Implementazione del BIM: flussi di lavoro e interoperabilità

Dall’acquisto della prima licenza ad oggi, avendone seguito le evoluzioni e gli aggiornamenti che si sono susseguiti negli anni, ARCHICAD si è rivelato per lo studio uno strumento di lavoro fondamentale. Negli ultimi anni poi lo studio sta portando avanti un **percorso di implementazione del BIM e miglioramento del proprio workflow operativo** e avere già uno strumento come **ARCHICAD ha permesso di essere più facilitati nell’acquisizione dei nuovi processi** **lavorativi** e nella condivisione dei dati per una maggiore collaborazione.

“***L’implementazione della metodologia BIM*** *all’interno della nostra realtà – spiega* l'**Arch. Davide Bibois** - *è passata attraverso una costante analisi rivolta sia al contesto normativo nazionale (UNI 11337) sia a ciò che viene proposto a livello europeo e mondiale. In questa direzione stiamo quindi o apportando delle modifiche che riguardano l’ossatura dello studio. Le energie sono rivolte sia all’affinamento nell’utilizzo degli **strumenti di BIM authoring (ARCHICAD per l’ambito architettonico)** ma soprattutto, nel **redigere una guida procedurale che supporti l’intera gestione del flusso informativo** caratterizzante il nostro tipo di attività. Per come è impostata la nostra organizzazione, la gestione e la comunicazione delle informazioni tra le varie risorse coinvolte nel ciclo operativo è alla base per un fluido ed efficace processo lavorativo*”.

INART ha potuto riscontrare le ottime **potenzialità di scrittura e lettura del formato aperto internazionale IFC che usa ARCHICAD** per la condivisione dei dati e delle informazioni tra tutti i professionisti coinvolti in una commessa. Il software **GRAPHISOFT** offre anche la possibilità di usufruire di server condivisi che permettono di seguire ogni fase della progettazione anche da remoto perfettamente in linea con **la filosofia OPEN BIM** .

“*Il concetto di interoperabilità tra ambiti disciplinari è sicuramente l’aspetto in cui si denotano i principali vantaggi della metodologia BIM in fase di redazione progettuale. Attraverso la realizzazione di modelli per ciascuna disciplina, una volta federati, **si ha la possibilità di avere un controllo molto più elevato sulle scelte progettuali che si stanno attuando**. Il lavoro multidisciplinare acquista un’accezione “predittiva” in quanto si ha la visione in tempo reale delle possibili interferenze che si potranno avere in fase di cantierizzazione. Utilizziamo costantemente il **Teamwork su BIMServer** per lavorare su uno stesso file in contemporanea. Ciò comporta, oltre ad un **abbattimento dei tempi di produzione**, un **elevato controllo in tempo reale delle modifiche e delle evoluzioni progettuali** fatte da ogni membro del team di progettazione”*.

![Studio INART - progetto Convertendo](https://blog.archicad.it/hubfs/inart_convertendo_2-1.jpg)

 

### Convertendo: edificio residenziale con 21 alloggi 

Una tappa fondamentale del percorso professionale dello studio INART lo ha segnato il **progetto denominato “Convertendo” che ha previsto la demolizione dell’ex stazione funiviaria di Courmayeur per realizzare**, con ampliamento volumetrico, **un nuovo edificio residenziale** con 21 alloggi, con servizi e finiture di pregio e con 2 piani di autorimessa interrata per totali 42 box. Il nuovo edificio è in classe energetica A+ ed è dotato di centro benessere con palestra, sauna e bagno turco, di lavanderia a gettoni, di ski room e di cantine.

Il nuovo complesso è composto da cinque piani fuori terra e due interrati, gode di una posizione privilegiata all’interno del paese, a distanza di pochi metri dal centro pedonale e dalla nuova funivia ed è stato progettato e realizzato in soli 32 mesi. Essendo stato costruito sul sedime di un edificio preesistente, risalente al 1971, le maggiori difficoltà sono derivate dall’essere attaccato agli edifici adiacenti e confinato, su un lato, dalla rampa di una strada comunale di importanza strategica per la viabilità e quindi di problematica interruzione.

Il territorio di intervento è soggetto a tutela paesaggistica quindi la sfida è stata quella di trovare un equilibrio tra l’impiego di materiali e di forme tradizionali di montagna e le dimensioni, specie in altezza, del fabbricato.

*“L’impiego di ARCHICAD* – racconta l’arch. Davide Bibois - *ci ha dato la possibilità di **elaborare con estrema facilità e rapidità differenti ipotesi planivolumetriche ed estetiche**, arrivando gradualmente e per fasi successive a definire uno stile che fosse apprezzato sia dal committente che dalla Soprintendenza. Dal modello bianco ai rendering fotorealistici, dalla verifica delle interferenze tra le strutture portanti e le berlinesi di micropali tirantati, dalla simulazione degli affacci sul panorama del Monte Bianco alla progettazione esecutiva della copertura prefabbricata in legno lamellare, fino alle finiture ed al layout degli arredi, **ARCHICAD ha permesso tutto** questo”*.

A livello progettuale è stata sfruttata la possibilità di **importazione di modelli in IFC derivanti da programmi di analisi strutturale e di progettazione impiantistica** per facilitare il **controllo sulle interferenze** interdisciplinari.

![](https://blog.archicad.it/hs-fs/hubfs/inart_convertendo_1.jpg?width=1000&name=inart_convertendo_1.jpg)![](https://blog.archicad.it/hs-fs/hubfs/inart_convertendo_3.jpg?width=1000&name=inart_convertendo_3.jpg)

Negli ultimi anni lo studio INART sta sperimentando anche nuove tecnologie sinergiche alla progettazione BIM, come l’utilizzo di un laser scanner da cui è possibile estrapolare delle nuvole di punti.

“***Grazie alla possibilità in ARCHICAD di importare le nuvole di punti*** *abbiamo completamente rivisto i nostri standard di stesura dei rilievi ottenendo **un grado di restituzione molto più accurato**, con un continuo aggiornamento del flusso di lavoro per quanto concerne la stesura di un rilievo ottenuto tramite laser scanner*”.

 

Se questa testimonianza ti è piaciuta, puoi leggere [la storia di altri studio che utilizzano ARCHICAD](https://blog.archicad.it/tag/cronache-del-bim)

 

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